Moka/Satoe Tone/Kite edizioni

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Ecco un albo illustrato che già dalla copertina ti osserva e ti scruta: è  lui che sceglierà te, non certo il contrario.
E così è successo anche a me.
Un giorno questo albo mi ha scelta, e devo dire che siamo perfetti uno per l’altra.

Moka.
Sono amante del caffè da sempre, e qui Satoe Tone dipinge tazze di caffè (cappuccino, caffè macchiato, caffè americano e altri ancora) così belle, delicate e profumate che sembra proprio possibile assaggiarne il contenuto.

Lavoro.
Il protagonista, che racconta (senza mostrarsi mai) la storia in prima persona, è stressato, stanco, beve troppi caffè, lavora fino a tardi. Un classico direi…qui è  facile immedesimarsi.

Incredulità.
Il nostro lavoratore nottambulo si sveglia e incontra questo tenero e gentile coniglietto, Moka.
Il mondo di Moka  è magico, fatto di tazze uccello piene di ogni tipo di caffè, di zollette di zucchero e chicchi di caffè muniti di piedi.

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Il protagonista ha molto da fare, ed è infastidito da questa “fantasia”. È scettico e scocciato, e sicuramente ancora molto stanco.
Urla a Moka e a tutto il resto di sparire.
Così accade, tutto in un attimo si dissolve.
Quante volte respingiamo qualcosa di bello solo perché siamo cupi e senza luce per apprezzarlo!

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La tristezza.
Tutto scompare ma Moka rimane lì, e un  pianto inaspettato sale e scoppia nel cuore e negli occhi del nostro invisibile protagonista…lacrime salate cadono dentro il caffè che Moka ha premurosamente preparato, con tanto zucchero perché non diventi salato.

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Un pianto di nostalgia, di fatica, di desiderio di essere altrove. Un pianto per tornare indietro nel tempo, un pianto per tornare all’infanzia.
Un pianto per dire…ci siamo ancora!
Dietro il troppo lavoro, dietro le palpebre cadenti a causa di una vita troppo piena…eccoci!
E non lo sappiamo (o forse si ma non lo vogliamo ammettere) ma abbiamo bisogno di Moka e del suo caffè speciale, che non è solo un caffè, ma anche una pausa dolce e calda per staccare da tutto in compagnia di un amico di vecchia data.

Il ricordo.
I bambini quando sono stanchi riescono a buttare tutto all’aria per dedicarsi ad altro; chiedono coccole e attenzioni, un dolce, la compagnia di un amico o un semplice  abbraccio.
Dovremmo imparare da loro come si guarisce dalla stanchezza mentale!
E Moka infatti viene da un disegno del protagonista, fatto tanti anni prima insieme a schizzi di quel mondo magico e poi lasciati lì a invecchiare placidamente.
Il protagonista bambino salva il se stesso adulto, con una dolcezza che mi ha spezzato il cuore.
Quante lacrime sono scese…e da allora aspetto.
Aspetto il “mio” Moka che verrà ad asciugarle con una tazza del “mio” caffè preferito (amaro e americano).

Una storia su di noi, scelti da un albo illustrato per darci l’opportunità di staccare dal cosmico caos e concederci  una pausa di poesia e splendide tavole, che ci ricordano qualcosa di dolce e dimenticato, anche se non del tutto.

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4 commenti

  1. Cara Diu,
    mi sono commossa anche io con le tue parole. Serbo nel cuore la tua voce quando mi hai letto Moka sul divano di casa tua. Grazie per il tuo sguardo.

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